Home / Il Vangelo della Domenica / Parole che uccidono

Parole che uccidono

VENERDÌ 23 FEBBRAIO

Dal Vangelo di Matteo 5,21-24

Gesù disse: “Avete inteso che fu detto: Non ucciderai chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geenna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”.

“Uccide più la lingua che la spada”: così recitava un antico proverbio, segno della potenza dell’oltraggio, della diffamazione, sempre nascosta, subdola, crittografata. Oggi basta un “clic” perché quella parola avvelenata faccia il giro del mondo. Ritrovare e ridare fiducia diventa allora impresa ardua, davvero divina! Riscopri la semplicità di un contatto personale diretto, non mediato dai “social”, che si fa offerta e richiesta di perdono sofferta, ma rigeneratrice di vita.

Signore, una parola amara ha ucciso anche me, nell’istante in cui l’ho pensata e velocemente inviata. Una valanga di “I like” ha seppellito, lapidandolo, l’amico di un tempo che ormai sembra lontano. Facci rivivere, Signore, una rinnovata umanità!